Mi chiamo Antonella Aruna, amo i colori, la natura e la vita. Voglio essere libera e manifestare chi sono, esattamente come sono e se possibile aiutarti a fare lo stesso.

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Relazione e personalità



Immagina la scena dove  ci due persone che hanno una relazione e ad un certo punto una delle due fa una cosa e l’altro si arrabbia. La prima persona non comprende la reazione dell’altra, ritenendo il comportamento esagerato e quindi si sente attaccata e accusata, reagendo alla situazione.


Ti è mai capitato di dover dare spiegazioni all’altro per una cosa che hai fatto in buona fede, senza scopi o intenzioni nascoste mentre l’altro la interpreta a modo suo, arrabbiandosi con te?

Secondo te perché ognuno di noi reagisce in modo diverso a ciò che accade?


Io la chiamo “personalità” il nostro vissuto, le nostre emozioni, ferite, i nostri schemi mentali. Questa “struttura” crea una sorta di illusione, un velo che non fa vedere la realtà per quella che è, ma una realtà che viene interpretata.  Più una persona è identificata nella propria personalità, senza aver consapevolezza dei propri meccanismi inconsci di re-azione, più diventerà difficile spiegare che le cose non stanno come l’altro le interpreta o le vede ma sono molto più semplici e lineari.


E’ necessaria tutta la tua consapevolezza e centratura sulla realtà dei fatti per non essere trascinato dal film mentale che l’altro si fa. Energeticamente è come avere  un muro davanti a te, un muro dove qualsiasi cosa dici viene fermata e non arriva all’altro, arroccato nelle sue ragioni.


Ad esempio se la persona che stai frequentando ha paura di essere controllato, ecco che qualsiasi cosa tu fai, telefonata, messaggio, domanda verrà interpretata come un modo di controllarlo e quindi ti percepirà come una minaccia al suo libero movimento; potrà arrabbiarsi con te, accusarti che non ti fidi di lui, fino ad arrivare a fare leva sui sensi di colpa. Invece tu semplicemente volevi sapere se stava bene e fare sentire all’altro la tua presenza; anche tu avrai  una reazione che potrà essere di perplessità, oppure di giustificazione del tuo comportamento o arrivare ad accusare l’altro di voler nascondere qualche cosa.


Quindi una cascata di reazioni da parte di entrambi che vanno a creare un vortice infinito di emozioni e di negatività che vi porterà lentamente verso il basso e a creare il famoso “muro”,  con il quale proteggerete entrambi la vostra posizione.


In questi casi, la cosa migliore da fare è FERMARSI e ascoltare quello che ha da dire l’altro, senza entrare in empatia con il movimento emozionale che è in atto o per lo meno cercare di arginare il coinvolgimento; ci vuole autocontrollo, conoscenza di te stesso, centratura e  consapevolezza in modo tale da rimanere lucido mentalmente.  In questo modo eviti di reagire alle provocazioni evitando il deleterio ping pong emozionale;  puoi anche ringraziare l’altro perché ti da la possibilità di farti vedere le cose da un altro punto di vista e alla fine dire che è solo la sua opinione e sensazione rispetto a qualche cosa che non esiste.

 


Sta all’altro rendersi o meno conto della realtà dei fatti; non devi né giustificarti né convincere l’altro, la cosa importante è la verità e la coerenza nel tuo cuore. Ti chiedo di sperimentare quello che hai letto e osservare cosa cambia nelle tue relazioni, in te e nell’altro;

i rapporti sarebbero molto più semplici se ognuno iniziasse a fare una profonda conoscenza di sé stesso, dei propri meccanismi inconsci, delle paure e delle ferite nascoste osservando come tutto quello che vede nell’altro è un suo specchio dal quale  imparare a fare emergere il proprio vero “Sé”,  invece che costruire muri che man mano divengono sempre più spessi.


 

– Antonella Aruna



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